giovedì 4 gennaio 2018

Uno spezzone

In questa scena del film del noto David Cronenberg intitolato Videodrome e che costituisce una riflessione sulla pervasività dei media e in particolare della televisione, il protagonista prorompe "death to Videodrome, long live to the new flesh!"  ovvero lunga vita alla nuova carne.

Nella storia l'antagonista è il misterioso dottor O'Blivion, creatore del programma Videodrome che afferma "lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura del cervello umano [...] la televisione è la realtà e la realtà è meno della televisione".
Secondo alcuni il regista canadese si ispirò alle riflessioni di Marshall McLuhan.

mercoledì 3 gennaio 2018

Chi ci nutrirà

Il mondo della carne artificiale è in mano alle cosiddette start-ups, ovvero aziende giovani impiegate in settori di tecnologia d'avanguardia se non di frontiera della ricerca. La maggior parte di queste ha sede negli Stati Uniti e in particolare nella ricca California: è il caso di Memphis Meats, probabilmente la più nota del settore nonché in rapida espansione, tanto che recentemente ha lanciato una campagna di assunzioni per ampliare il proprio team.
In secondo luogo è da citare anche Mosa Meats perché è stata fondata dal già citato Mark Post, lo scienziato dell'università di Maastricht che può essere considerato il padre - almeno nella sua presentazione al grande pubblico - della carne artificiale.
I "delegati" mediorientali degli Stati Uniti non si sono lasciati sfuggire l'occasione di quella che promette di essere una fonte di guadagno in crescita ed è nata in Israele nel 2015 SuperMeat.
Per tornare infine da dove eravamo partiti, nell'anno appena trascorso l'azienda americana Impossible Foods ha portato i suoi prodotti nei menù di svariati ristoranti in più d'uno stato confederato, dando il via ad una distribuzione al dettaglio destinata a incrementarsi esponenzialmente in futuro.

Ancora cinema


Eraserhead è il primo film, oggi cult, del poliedrico regista americano David Lynch noto per esempio per la serie tv Twin Peaks. Sebbene questa pellicola sfugga a qualsiasi classificazione, come gran parte delle sue opere successive, tanto da spingere a coniare il termine lynchiano per descrivere lo stile unico dell'artista, essa si può definire una commistione di generi cinematografici tra cui il fantastico, l'onirico e l'orrore.
Pubblico qui un breve estratto, una tra le scene più esilaranti e al contempo terrorizzanti della sua intera produzione, a mio parere. Appare anche qui della carne artificiale: un intero pollo, per essere precisi.

Cosa ci aspetta

Shmeat della già citata Dana Ellys
Il progresso scientifico ci ha permesso oggi di ottenere, seppur in maniera limitata e imperfetta, un prodotto che altrimenti si può solo "prelevare" in natura, con i relativi problemi di varia natura.
Quali sono i rischi connessi a questa nuova possibilità?
Prima di tutto è possibile che, nel punto in cui ci si trova ora con la ricerca, ci si areni. Ovvero, non si trovi una soluzione per ovviare al problema dello stato della carne prodotta in laboratorio (ottenibile solo di consistenza pari a quella del macinato), poiché sembra che non ci sia alternativa, per ora, ai veri vasi sanguigni delle vacche affinché un agglomerato di cellule costituisca un muscolo (dopodiché una bistecca nei nostri piatti). (1)
In seconda analisi si potrebbe notare che il costo della carne artificiale è, per ora, esorbitante, vista la produzione limitatissima, macchinosa, ancora in via sperimentale e la conseguente distribuzione pressoché nulla. Gli investimenti nelle principali startups del settore, che dalla loro nascita hanno visto crescere esponenzialmente il proprio valore, lasciano però ben sperare a questo proposito.
Ancora, c'è il pericolo che vi sia il caos in materia commerciale. Non esistendo una legislazione precisa in merito alla produzione e allo scambio di carni sintetiche in alcun paese, anche nella società globalizzata potrebbero sorgere conflittualità e problemi quando se ne dovrà parlare (si pensi alle intuibilmente potenti lobbies alimentari e/o della carne).

(1) articolo dal giornale online Il Post

martedì 2 gennaio 2018

Simboli

People for the Ethical Treatment of Animals
Il logo dell'ente statunitense che nel 2008 offrì un milione di dollari alla prima azienda che fosse riuscita a produrre e commercializzare carne artificiale di pollo.
Gli esperti che produssero il primo hamburger artificiale nel 2012 erano capeggiati dal professor Mark Post e tutti provenivano dall'università olandese di Maastricht.
Due delle start-ups più impegnate e longeve nella ricerca sulla carne di laboratorio: Memphis Meats (con sede in California) e l'israeliana SuperMeat.
Super Meat Boy, protagonista dell'omonimo videogioco Nintendo nonché... cubo di carne.


Qualche numero

Alcuni numeri a proposito della carne artificiale:


  • 10-15 (cm), il diametro approssimativo di un hamburger;
  • 3-4 (cm), il suo spessore;
  • 2/300 (g) di peso;
  • 2013, (5 agosto): il primo hamburger artificiale è presentato a Londra dall'azienda Mosa Meat;
  • 330000 ($), la cifra devoluta dal co-fondatore di Google Sergey Brin in favore della ricerca per la produzione di carne artificiale;
  • 2 (%), frazione di suolo necessaria per produrre 1kg di carne artificiale, in rapporto alla stessa quantità tradizionale;
  • 55 (%), risparmio energetico percentuale che la produzione di carne in laboratorio consentirebbe;

Una riflessione


L'ipocrisia umana nel creare una gerarchia tra gli animali, distinguendo tra pets e bestie, è ben messa a nudo da quest'opera del giovane artista polacco Pawel Kuczynski.
Lo sfruttamento di tecnologie per la produzione artificiale di carni potrebbe forse in futuro contribuire ad abbattere la percezione umana di una piramide zoologica dalla costruzione completamente arbitraria.


La stessa questione è al centro del distopico dipinto dell'artista americana Dana Ellyn.

Sintesi

Introduzione Il cammino alla scoperta della carne artificiale ha avuto inizio da aspetti linguistici: si sono studiati i sinonimi della pa...